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Flock, stalking e il glitch umano: quando la tecnologia diventa il telecomando del proprio ex

🇮🇹 · /root · Lamberto Tedaldi

Avete presente quel senso di paranoia che provate quando vedete un drone che vi vola troppo vicino? Ecco, moltiplicate quella sensazione per un intero dipartimento di polizia e aggiungete una dose massiccia di sesso e vendetta. Siamo abituati a discutere di vulnerabilità software, zero-day e bug nel kernel, ma qui il problema è un bug nel ‘sistema operativo’ umano. In Illinois, un capo della polizia è stato arrestato perché ha usato il sistema Flock — una rete di telecamere a lettura targhe (LPR) — per monitorare le sue ex partner e i loro nuovi frequentini. Parliamo di oltre 140 ricerche della targa di un uomo, con sessioni effettuate persino mentre era fuori servizio. Praticamente un livello di stalking che farebbe sembrare un episodio di Black Mirror una commedia di serie B. Il punto non è solo il singolo individuo con un problema di gestione della rabbia (anche se, onestamente, è un caso). Il problema è che il sistema Flock si vende con la narrativa del «tracciamo solo i veicoli, non le persone». Una distinzione tecnica che, se analizzata con un minimo di logica, sta in piedi quanto un castello di carte sotto un ventilatore industriale. Se io cerco la targa di una persona specifica per sapere dove si trova, non sto tracciando un pezzo di metallo; sto tracciando un individuo. Punto. E la cosa più surreale è che persino i vertici legali di Flock hanno ammesso, in modo quasi goffo, che l’abuso per motivi sentimentali è «la cosa più comune». È come se un produttore di malware dicesse: «Il nostro software è sicuro, a meno che qualcuno non lo usi per scopi decisamente poco etici, il che succede spessissimo». Ora, per chi legge dall’Italia: non è che domani mattina la polizia di Milano avrà lo stesso setup di Illinois, ma la logica del controllo è universale. Il problema non è lo strumento in sé — i sistemi LPR possono aiutare a ritrovare auto rubate o persone scomparse, e nessuno ne mette in dubbio l’utilità — il problema è l’assenza di un ‘gatekeeper’. Senza un mandato giudiziario, senza un controllo preventivo, ogni database di tracciamento diventa una sandbox senza permessi limitati, dove chiunque abbia le credenziali può fare quello che vuole. La soluzione è vecchia come il mondo: serve un warrant. Serve un processo che richieda una giustificazione legale prima di poter interrogare i log. Se non mettiamo dei paletti, finiremo per vivere in un mondo dove la privacy non dipende da quanto sei bravo a criptare i tuoi dati, ma da quanto il tuo vicino di casa è un tipo equilibrato. E, come abbiamo visto, la scommessa è decisamente rischiosa. Source: Flock-Powered Police Chiefs Stalking Women Shows Why Warrants Are Needed

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