Claude vuole vedere la vostra faccia (letteralmente)
Immaginate di voler entrare in un club esclusivo dove l’unica regola è che non importa chi siete, ma che possiate dimostrare di essere esattamente chi dite di essere. Ecco, Anthropic ha appena deciso che l’era dell’anonimato digitale sta finendo, o almeno sta andando in vacanza per qualche settimana. La notizia è arrivata via supporto ufficiale: Claude sta introducendo la verifica dell’identità. Non parliamo di un semplice check della mail o di un CAP, ma di una vera e propria operazione di KYC (Know Your Customer) in stile banca. Se volete sbloccare determinate feature o se il loro algoritmo decide che siete ‘sospetti’, dovrete preparare la carta d’identità, il passaporto o la patente, scattare un selfie e sperare che la luce non sia troppo scarsa. Per chi mastica un po’ di cybersecurity, il nome ‘Persona’ non suonerà estraneo. Anthropic ha scelto questo partner per gestire il processo. Il discorso ufficiale è che serva a prevenire abusi, rispettare le policy e adempiere agli obblighi legali. In pratica, vogliono evitare che la piattaforma diventi il nuovo Far West delle botnet o degli scammer di massa. La promessa è che i dati non finiscano nel dataset di training (un punto fondamentale, per non far esplodere la community) e che Anthropic non conservi direttamente le vostre foto, ma deleghi tutto a Persona. Certo, la solita retorica sulla protezione dei dati è presente: crittografia, cifratura, controlli standard di settore… le solite parole chiave che leggiamo in ogni comunicato stampa aziendale. Ma restiamo con i piedi per terra. Per noi che amiamo l’idea di navigare un po’ più liberi, l’idea di dover scansionare un documento ufficiale per usare un LLM ha sempre un retrogusto amaro. È quel classico passo verso la centralizzazione e la sorveglianza che vorremmo evitare. E per noi in Italia? Beh, la notizia è globale, quindi se usate Claude dall’Italia, preparate lo smartphone. Anche se i sistemi di Persona sono robusti, c’è sempre quel brivido di incertezza su dove finiscano i nostri dati biometrici e quanto tempo restino nei server di un partner terzo. In sintesi: se il vostro account dovesse improvvisamente chiedervi il passaporto, non entrate in panico. È solo Anthropic che cerca di mettere un lucchetto più pesante alla porta. La domanda resta: quanto siamo disposti a pagare in privacy per avere accesso alle funzioni più avanzate dell’IA? Il prezzo sta diventando decisamente più alto di un semplice abbonamento mensile. Source: Identity verification on Claude