L’AI scrive codice, ma tu resterai comunque a pulire i casini
Spegnete pure i generatori di hype e mettete giù i comunicati stampa motivazionali, perché la notizia che il coding sia un problema ‘risolto’ è una cavolata colossale che non regge nemmeno un secondo davanti a un debugger. Negli ultimi mesi, tra una demo di LLM e l’altra, si è diffusa questa idea quasi mistica secondo cui scrivere codice sia ormai solo un compito di routine, come ordinare una pizza su Deliveroo. L’idea è: l’AI genera la funzione, tu fai il copia-incolla e vai a farti un aperitivo. Ma Alex Erelof, un tipo che di certo non si fa incantare dai marketing manager della Silicon Valley, ha appena pubblicato un pezzo che riporta tutti con i piedi per terra. E ha ragione da vendere. Il punto fondamentale è che il codice non è il fine ultimo, è solo un sottoprodotto della chiarezza mentale. Programmare non significa solo digitare sintassi che sembrano geroglifici, ma risolvere problemi e capire la logica profonda di ciò che stai costruendo. Se deleghi la comprensione all’AI, non sei più un ingegnere, sei solo un utente che spera che tutto funzioni. E quando (non quando, ma quando) qualcosa esploderà, non avrai gli strumenti mentali per capire perché il tuo sistema sta andando in kernel panic. Certo, non siamo ciechi. L’automazione sta portando un crollo dei costi del software che è una figata pazzesca. Vedremo una valanga di software sempre più economico e accessibile. È una cosa bellissima, ma attenzione: il valore si sposta. Se il codice diventa una commodity, la vera skill diventa la capacità di orchestrare la complessità e di capire cosa sta succedamente ‘sotto il cofano’. E qui arriviamo al punto critico per noi che amiamo sporcarci le mani. Esistono tre casi in cui puoi permetterti di non leggere il codice: se stai solo facendo un prototipo veloce (PoC), se stai scrivendo un tool che userai solo tu e per un secondo (che poi è sempre il secondo), o se sei un attaccante che sta cercando di scassinare il sistema. In tutti gli altri casi, se non leggi, sei in trappola. Non puoi permetterti di essere dipendente da una scatola nera che decide la logica per te. In un mondo dove tutto viene generato in massa, la capacità di audit e di comprensione profonda diventa l’unica vera protezione contro quel senso di impotenza che deriva dal non possedere davvero ciò che si usa. Quindi, continuate pure a studiare la logica, non solo la sintassi. Il futuro non appartiene a chi sa dare i prompt migliori, ma a chi sa capire quando il prompt ha generato una bomba a orologeria. Source: Coding is not solved