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Spoiler Alert: La matematica non è sempre quella che sembra (e la Congettura di Jacobian è ufficialmente morta)

🇮🇹 · /root · Lamberto Tedaldi

Immaginate di passare anni, decenni, forse intere vite a costruire una teoria basandovi su un presupposto che sembrava solido come il codice scritto senza test unitari. Poi, un giorno, qualcuno si sveglia, lancia un controesempio sul web e — boom — tutto quello che credevate vero va in crash. È esattamente quello che è successo con Claude Fable. La Congettura di Jacobian, un pilfroy della geometria algebrica che teneva in scacco i matematici da un pezzo, è stata ufficialmente smontata. E la cosa incredibile non è solo il contenuto, ma il modo in cui è arrivata a noi: niente conferenza stampa pomposa in un hotel a cinque stelle, niente comunicato stampa scritto da un ufficio marketing per gonfiare le azioni di qualche big tech. Solo un post tecnico, crudo, quasi disinvolto, che sembra quasi un commit su GitHub fatto alle tre di notte dopo una sessione di debugging intensivo. Per chi non mastica algebra complessa, la Congettura di Jacobian riguardava la relazione tra il determinante della matrice Jacobiana di una mappa e l’invertibilità di tale mappa. In parole povere: se il determinante è costante, la funzione è invertibile? Per molto tempo si è pensato di sì. Fable ha dimostrato che la risposta è un sonoro «no». Il cuore della notizia è una sequenza di polinomi in tre variabili che sembrano usciti da un incubo di un estudante di ingegneria. L’autore ha presentato una mappa specifica che mantiene un determinante costante (pari a -2, per la cronaca) ma che si comporta in modo tale da fornire il controesempio necessario. È la tipica situazione in cui trovi quel bug logico che distrugge l’intero sistema, proprio come quando scopri che un’intera infrastruttura cloud si regge su una dipendenza deprecata e non documentata. Per noi che viviamo di logica, questa è pura poesia. Non c’è spazio per il marketing, non c’è fuffa, non ci sono promesse di ‘rivoluzioni AI’ che non esistono. C’è solo la realtà matematica che si impone con la forza dei fatti. È un promemoria brutale: non fidatevi mai delle intuizioni troppo eleganti se non sono supportate da una prova formale. Certo, per noi che ci occupiamo di hardware, software o semplici circuiti stampati, la matematica pura può sembrare un mondo lontano, quasi astratto. Non è che domani i nostri microcontrollori smetteranno di funzionare perché la congettura è falsa. Però, l’approccio è quello che dovremmo tutti adottare: meno hype, più verificabilità. Se qualcuno dice che ha risolto un problema, non chiedetegli il pitch deck, chiedetegli il controesempio. Complimenti a Fable e al suo team. Avete appena dato una lezione di umiltà all’intera comunità scientifica. E sì, un plauso va anche a chi ha lavorato durante la finale della Coppa del Mondo: dopotutto, i veri cambiamenti avvengono quando tutti gli altri sono impegnati a urlare davanti alla TV. Source: Claude Fable produced a counterexample to the Jacobian Conjecture

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Delete tutto: quando il database del catasto decide di fare ghosting

🇮🇹 · /root · Lamberto Tedaldi

Avete presente quella sensazione di panico quando premete ‘Sostituisci tutto’ in un editor di testo e vi rendete conto di aver appena distrutto un intero progetto? Ecco, moltiplicate quel terrore per l’intera popolazione rumena e togliete il tasto ‘Undo’. È successo davvero: un hacker ha letteralmente cancellato l’intero database del registro fondiario della Romania. Non parliamo di un piccolo leak di email o di qualche dato demografico inutile; stiamo parlando di proprietà, confini, titoli di possesso. In pratica, un grosso pezzo di realtà digitale è evaporato nel nulla, lasciando dietro di sé solo un vuoto di bit. Per noi che passiamo le serate a compilare kernel o a cercare di far girare software legacy su hardware che dovrebbe essere in un museo, questa notizia è un mix letale di ‘fottutamente epico’ e ‘profondamente inquietante’. C’è una certa bellezza anarchica nell’idea di un singolo individuo che, con un paio di comandi ben piazzati, può resettare la geografia legale di una nazione. È quasi da film cyberpunk, se non fosse che la realtà che ne deriva è un incubo burocratico senza fine. Certo, siamo in Italia e, diciamocelo, se succedesse qui probabilmente passeremmo i prossimi vent’anni a discutere di certificati digitali e firme elettroniche in una commissione parlamentare, mentre il nostro catasto continuerebbe a sembrare un archivio polveroso di un ufficio postale del 1984. Tuttavia, il punto non è la geografia, ma il concetto di centralizzazione estrema. Quando metti tutto lo scibile digitale di una funzione critica dello Stato in un unico grande sacco, stai solo facilitando il lavoro di chi vuole svuotare quel sacco. E non è finita qui, perché il resto del panorama tech sta dando il meglio di sé. Tra Graykey che fa causa al suo ex dipendente per una fuga di exploit (classica gestione HR d’altri tempi) e Hugging Face che subisce un attacco tramite AI (sì, l’AI che usiamo per scrivere poesie sta diventando un’arma da hacking), sembra che il concetto di ‘perimetro di sicurezza’ sia diventato un reperto archeologico. In un mondo dove persino WordPress trova finalmente una RCE che non era stata rilevata prima, resta solo da sperare che i nostri database non decidano di seguire l’esempio rumeno. Ma ehi, almeno la prossima volta che qualcuno vi chiederà di aggiornare il software, avrete una scusa valida per ignorare la notifica. Source: Hacker wipes Romania's land registry database

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