Nuovo sito, stesso MuHack
È arrivato quel periodo dell’anno in cui, inevitabilmente, torna fuori l’idea di riscrivere il sito di MuHack. Questa volta però, diciamolo, ci stava : il design precedente era vecchio, fragile e sempre meno rappresentativo di quello che MuHack è oggi. Cosa c’è di nuovo Il layout è stato riscritto da zero . Nuova identità visiva, struttura più pulita e meno roba “messa lì che poi vediamo”. Qualche highlight: Dark mode — Si adatta alle preferenze di sistema oppure si può forzare manualmente. In dark mode gli accenti si invertono, perché sì. Search — Ctrl+K (o Cmd+K su Mac) apre una ricerca globale. Cerca per titolo, contenuto, autore e categoria. Funziona. Terminale interattivo — La home ha un terminale funzionante. Digita help per i comandi disponibili. Sì, c’è anche cowsay . No, non lo toglieremo. Performance — CSS snellito, immagini lazy-loaded, animazioni canvas che si fermano quando il tab va in background. @Ceres ringrazia, la batteria pure. Le parti noiose (ma importanti) Stack invariato, perché se funziona non si butta: Jekyll su GitHub Pages . Niente framework JavaScript, niente build step esoterici. Solo HTML, CSS e vanilla JS. Il CSS usa variabili semantiche che si ribaltano automaticamente tra light e dark mode, quindi meno duplicazioni e meno casini futuri. :root { --accent : var ( --red ); --accent-alt : var ( --cyan ); } [ data-theme = "dark" ] { --accent : var ( --cyan ); --accent-alt : var ( --red ); } La search è basata su lunr.js , tutta client-side. Zero chiamate a server esterni, zero tracking. Cosa manca ancora Alcune parti verranno rifinite o aggiunte col tempo, man mano che nasce l’esigenza. Per il resto, MuHack vive altrove: nei progetti, nelle discussioni e nei cavi che spariscono misteriosamente. Bug e feedback Se trovi qualcosa che non va, rompici le scatole. Il codice è su GitHub , le issue sono aperte e accettiamo segnalazioni, patch e rant ben argomentati. Il redesign è stato un lavoro collaborativo tra umani, caffeina e qualche div particolarmente testardo gentilmente consegnato all’oblio.