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GNU/Linux, perché no?

🇨🇭 · Codinglab · Mattia Corti

Tutti noi conosciamo i due grandi sistemi operativi per computer presenti sul mercato, cioè Windows e OSX. Qualcuno conosce anche ChromeOS, il sistema di Google presente nei ChromeBook, ma davvero in pochi conoscono GNU/Linux. Eppure parliamo del sistema su cui gira praticamente la totalità di Internet. Certo, questo sistema operativo è nato da programmatori e, in fondo, era rivolto, soprattutto inizialmente, a programmatori e addetti ai lavori: fino a pochi anni fa quasi tutte le operazioni si svolgevano a console, e molte distribuzioni non avevano nemmeno l’interfaccia grafica. Col tempo, però, questo sistema si è rivolto vieppiù agli utenti “normali”, sviluppando un’interfaccia utente sempre più completa, intuitiva e funzionale, insieme a tanti automatismi che permettono al sistema di “autogestirsi” senza dover richiedere costantemente l’intervento dell’utente sia per la manutenzione che per gli aggiornamenti. Il risultato è un sistema operativo che, malgrado alcune grandi limitazioni legate all’assenza di certi software ormai divenuti uno standard (come il pacchetto Microsoft Office), è un grado di soddisfare perfettamente le esigenze di una grande quantità di utenti, oseremmo dire a loro insaputa. Prima di addentrarci nei dettagli di questo sistema operativo è doveroso ripercorrerne un po’ la storia, iniziando quando, agli inizi degli anni ‘80, un uomo di nome Richard Stallman, un programmatore al MIT, notò come il mondo del software stesse diventando sempre più proprietario e restrittivo: le aziende iniziavano a chiudere il codice sorgente dei loro programmi, impedendo agli utenti di capire come funzionavano, modificarli o condividerli. Questo andava contro la cultura di condivisione e collaborazione che era stata fondamentale nei primi giorni dell’informatica. Così, nel 1983, Stallman lanciò il Progetto GNU (acronimo ricorsivo per “GNU’s Not Unix”). L’obiettivo era creare un sistema operativo completamente libero, un’alternativa aperta ai sistemi proprietari. Ma più che un semplice progetto tecnico, GNU incarnava una filosofia: il software libero. Questa filosofia si basava su quattro libertà fondamentali per gli utenti: la libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo; la libertà di studiare come funziona il programma e modificarlo per adattarlo alle proprie necessità (grazie all’accesso al codice sorgente); la libertà di ridistribuire copie per aiutare il prossimo; la libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, affinché tutta la comunità ne tragga beneficio. Ma ancora mancava un tassello fondamentale: il kernel del sistema operativo, cioè, detta in maniera facile, il componente fondamentale che gestisce le risorse del sistema e permette l’interazione tra l’hardware e il software. Ed è qui che entra in scena Linus Torvalds, uno studente finlandese appassionato di informatica. Nel 1991, deciso a creare il suo proprio kernel per motivi di studio e curiosità, Linus condivise il suo progetto con la comunità online, chiamandolo Linux. La magia accadde quando il kernel Linux si unì agli strumenti e alle librerie del progetto GNU. Questa combinazione diede vita a GNU/Linux, un sistema operativo completo e funzionale. E non parliamo solo di un software, ma dell’incarnazione di un movimento che promuoveva la condivisione delle conoscenze e l’innovazione collettiva. Così, negli anni, il software libero è cresciuto parecchio, soprattutto per quanto riguarda le applicazioni: a oggi esistono migliaia si programmi liberi e a sorgente aperta, pensati soprattutto per funzionare con GNU/Linux. Come è strutturato e come funziona Gnu/Linux è prima di tutto un sistema operativo che può essere installato praticamente ovunque, quindi su PC, ma anche su Macintosh, su Raspberry e altri dispositivi single board e, di recente, persino su alcuni smartphone. La seconda cosa da sapere è che si tratta, nella grande maggioranza delle distribuzioni, di un sistema completamente gratuito. Per quanto riguarda la struttura del sistema, è molto simile sia a Windows sia a OSX: come i suoi “fratelli” ha una cartella per ogni utente con all’interno le posizioni standard, quindi Desktop, Documenti, Musica, Video, Immagini e Download. Come gli altri due sistemi ha un menù per le applicazioni, un centro notifiche, una barra per le applicazioni più usate, un menu per tutte le impostazioni e persino uno store, dove si trovano centinaia di applicazioni installabili (e disinstallabili) con un semplice click. Per quanto rigarda proprio queste ultime, come dicevamo, ci sono alcune importanti limitazioni, perché per evitare che un software libero e gratuito prendesse piede, diversi produttori di software non hanno sviluppato versioni per GNU/Linux. In particolare parliamo della suite Microsoft Office, ma anche di Adobe Creative Cloud (ormai uno standard nel campo della grafica) e di diversi programmi specifici come Autocad e Archicad o, per quanto riguarda la musica, Cubase e Pro Tools, ad esempio. Esistono però diverse soluzioni alternative che però non sempre sono all’altezza degli “originali”. E questo è essenzialmente il motivo per cui GNU/Linux non è presente in molti uffici. Decisamente migliori sono invece le alternative a Microsoft Office: oltre al più conosciuto OpenOffice, troviamo LibreOffice, forse il migliore, e anche OnlyOffice, quello con l’interfaccia più simile alla suite Microsoft. Poi naturalmente ci sono i browser che, tranne per Safari, tutti quanti hanno una versione per GNU/Linux: quindi ci sono Chrome, Firefox, Edge, Opera, Brave… E non mancano nemmeno applicazioni come Gdrive, Dropbox e affini, ma anche Whatsapp e Spotify. Pure i client di posta sono numerosi e di ottima qualità, a partire da Thunderbird, su su fino a Evolution. E ora veniamo ai due punti di forza di questo sistema operativo. Il primo riguarda il grande numero di distribuzioni create dalle diverse comunità: a differenza di Windows e di OSX, che ne hanno una sola, GNU/Linux ne ha decine e decine, ognuna realizzata in base alle preferenze della comunità. Il risultato è la possibilità di scegliere, da parte dell’utente, la distribuzione più adatta alle proprie esigenze. Oltre a Ubuntu, quella più conosciuta, ce ne sono di molto interessanti e a nostro avviso spesso migliori, come ad esempio Mint, Fedora, Pop OS o Elementary OS. Oltre a questo, l’altro punto di forza di GNU/Linux è la privacy: ovvio che se usate ad esempio Chrome e accedete con il vostro utente, la privacy la perdete istantaneamente, ma a differenza di Windows e OSX, GNU/Linux (magari con Firefox) rispetta la vostra privacy. E per finire, sempre a differenza degli altri sistemi, GNU/Linux non è per nulla soggetto all’obsolescenza programmata e può essere installato anche su computer molto vecchi, per cui esistono distribuzioni apposite e poco esose di prestazioni. Quindi, se non avete particolari vincoli con specifiche applicazioni, è proprio il caso di dire: GNU/Linux, perché no?

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LibreOffice: la suite compatibile con Microsoft

🇨🇭 · Codinglab · Mattia Corti

Per gli utenti di GNU/Linux non c’è Microsoft Office. Esistono però diverse alternative valide e compatibili, e una di queste, forse la migliore, è LibreOffice. Si tratta di una suite gratuita (ma che vive grazie alle donazioni) capace di lavorare perfettamente con documenti docx, xlsx e pptx e dotata praticamente di tutte le funzioni offerte dal pacchetto Microsoft. La suite, disponibile tra l’altro sia per Windows sia per OSX, è composta da Writer (l’equivalente di Word), Calc (l’equivalente di Excel), Impress (l’equivalente di PowerPoint) e da Draw (l’equivalente di Publisher). Inoltre offre Math, una applicazione dedicata interamente alle formule matematiche e Base, un database che però non è direttamente compatibile con Microsoft Access. Interessante è anche Charts, uno strumento potente per creare e incosporare grafici di ogni tipo e forma, anche in 3D. Naturalmente LibreOffice è disponibile in tutte le lingue, compresi gli strumenti per il controllo ortografico, la sillabazione e via dicendo. Ed è pure ricco di modelli utilizzabili dagli utenti per creare documenti, fogli di calcolo, presentazioni e grafiche. Si tratta dunque di un’ottima alternativa non solo destinata agli utenti di GNU/Linux ma anche a gli utenti di Windows e OSX che non vogliono spendere soldi per comprarsi la suite di Microsoft. Informazioni e download: www.libreoffice.com

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PDFgear, la soluzione gratuita per i tuoi PDF

🇨🇭 · Codinglab · Mattia Corti

Tutti quanti, prima o poi, abbiamo avuto a che fare con un documento in formato PDF. Il PDF, acronimo di Portable Document Format, è un tipo di file creato da Adobe che consente di visualizzare documenti in modo indipendente dal software, hardware e sistema operativo utilizzato per crearli. Dunque, se volete che il vostro manuale d’istruzione, il vostro libro, il vostro studio o la vostra presentazione sia leggibile da chiunque e anche che mantenga la formattazione originale, allora dovete convertire il vostro documento proprio nel formato PDF: operazione molto semplice sia su Mac, sia su PC. Il primo, infatti, presenta l’opzione in fase di salvataggio, mentre il secondo dispone di una stampante (Microsoft Print to PDF) che esegue la stessa operazione di conversione. Per quanto riguarda la lettura di tali documenti il problema pure non si pone: esistono decine di visualizzatori, Adobe Acrobat Reader in primis, gratuiti e di buona qualità; ma quando il PDF lo si vuole anche modificare, lì inizia un’odissea di applicazioni pseudo gratuite che però diventano a pagamento non appena si desidera sbloccare questa o quella funzione. La più conosciuta è l’evoluzione di Adobe Acrobat Reader, che perde il “Reader” e per 15.15 franchi al mese permette tutte le operazioni possibili e immaginabili sui documenti PDF. E per chi le ha davvero bisogno tutte, allora questa è la soluzione. Esistono però applicazioni “intermedie”, che offrono buona parte delle funzioni di Adobe Acrobat, ma gratuitamente. Noi ne abbiamo provate alcune, e alla fine abbiamo selezionato quella che a nostro avviso è la migliore: PDFgear. Il primo punto a suo favore è quello di essere multipiattaforma: PDFgear è infatti disponibile sia per Windows, sia per Mac (anche se Anteprima di MacOS permette già le più comuni operazioni di modifica), ma anche per Android e per iOS. La seconda grande qualità di questo software è determinata dalla notevole varietà di funzioni disponibili: sono oltre trenta le operazioni possibili, e vanno dalla modifica del testo alle annotazioni e alle evidenziazioni, dalla divisione all’unione e alla riorganizzazione delle pagine, come anche l’aggiunta e l’eliminazione delle stesse, compreso il riconoscimento ottico dei caratteri (se il documento è un’immagine), la compressione per renderlo più piccolo (e quindi per poter essere ad esempio allegato ad una e-mail senza superare i limiti di grandezza imposti dal provider), il ritaglio di determinate aree e, non da ultima, la possibilità di convertire verso e da diversi formati. Ma ancora non è tutto: PDFgear offre pure, sempre gratuitamente, la possibilità di interagire con il documento anche tramite IA, quindi potendo ottenere facilmente riassunti, fare domande specifiche sui contenuti o addirittura rispondere alle domande generate proprio sui contenuti. Si tratta dunque di uno strumento completo, gratuito e multipiattaforma di cui facilmente non riuscirete più a fare a meno. Informazioni e download: www.pdfgear.com

AppPDFPDFgear