Vortragsserie: Sommerpause
Im Sommer 2025 machen wir mit der Vortragsserie und den Themenabende eine Pause. Andere Veranstaltungen, insbesondere der wöchentliche Chaostreff finden unverändert statt.
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Im Sommer 2025 machen wir mit der Vortragsserie und den Themenabende eine Pause. Andere Veranstaltungen, insbesondere der wöchentliche Chaostreff finden unverändert statt.
Are you interested in 3D printing? Whether you have yet to buy your first 3D printer or already have an entire print farm, the 3D Print & Pizza Meetup is the perfect opportunity to meet like-minded individuals and share your passion. Everyone with an interest in 3D printing is welcome!
What to expect
Location
3D Print and Pizza Rotterdam is hosted at Hackerspace Pixelbar. We are at Schiemond 20, 3024 EE Rotterdam. This is inside “De Kroon”, follow the signs for K14.
If you’re coming with public transportation: you can go to Tram stop Schiemond or Metro Station Delfshaven and then walk towards the harbor.
To access the space you need to go up a set stairs, we sadly don’t have an elevator.
If you are bringing a large object we have a seperate entrance, ping one of the Pixelbar members.
INFO Print & Pizza night🗓 Thursday 3 July 2025
🕛 18:00 till 23:00
💸 Free entrance, pizza and 2 drinks for €15
📍 Schiemond 20, 3024 EE, Rotterdam, inside “De Kroon” at K14.1.01
You can RSVP on one of the following platforms: Discord, Luma Events, Meetup or Facebook (RSVP is not required, but recommended)
Noi di Codinglab siamo molto attenti all’ecologia, e quando possiamo dare una nuova vita a un computer invece di buttarlo, lo facciamo!
Am Mittwoch den 18. Juni hält Pascal Mainini einen Vortrag zu Embedded Development mit Rust.
Scopriamo insieme GNU/Linux, un sistema operativo fatto dalla comunità per la comunità.
Se con il vinile e con i CD la ricerca di un suono di qualità era al centro delle preoccupazioni di molti ascoltatori, con l’arrivo della musica liquida e dei vari servizi di streaming, complice spesso l’ignoranza tecnica, questo aspetto è stato messo da parte. Eppure, oggi è possibile ottenere tracce ad alta risoluzione, come anche è possibile abbonarsi a siti di streaming pure ad alta risoluzione, ma spesso la scarsa conoscenza della tecnologia da parte di molti utenti fa sì che certe offerte vengano sfruttate da pochi. Troppo sovente, infatti, si vedono impianti hi-fi di ottima qualità collegati a un tablet su cui gira Spotify, o un telefonino che suona attraverso altoparlanti bluetooth: e queste sono tutto fuorché soluzioni di qualità. Proviamo a rimediare…
Esistono infatti soluzioni molto interessanti per quanto riguarda l’ascolto della musica liquida: sono i player multimediali di rete. Non esistono da molti anni, sono poco pubblicizzati e molti di quelli presenti sul mercato peccano per l’interfaccia di controllo, che solo nei migliori dei casi è un’applicazione installabile sul telefonino e poche sono quelle che funzionano davvero bene.
Quindi abbiamo scandagliato il mercato e abbiamo trovato i lettori Wiim: sono lettori di rete ricchi di funzioni e servizi e, senza svenarsi, offrono una qualità del suono davvero buona.
La serie si compone di quattro modelli: il Wiim Mini, il Pro, il Pro Plus e l’Ultra. Tutti offrono la stessa gamma di servizi e sono controllati dalla stessa applicazione, disponibile sia per Android, sia per iOS. La differenza maggiore tra un modello è l’altro è la qualità dell’audio, già buona nel Wiim Mini, ma migliore man mano che si sale di prezzo, essenzialmente dovuta alla qualità del DAC (convertitore digitale-analogico), che nel modello Ultra è un ottimo ESS ES9038 Q2M a 32bit e 384 KHz.
Tutti i modelli sono controllabili attraverso un’app installabile su smartphone e offrono una notevole quantità di funzioni e servizi. Oltre infatti a AirPlay, Chromecast, al bluetooth e alla possibilità di potersi connettere a un NAS contenente tracce audio, questi lettori offrono tutti i principali servizi di streaming attualmente disponibili: Spotify connect, TIDAL, Quobuz, TuneIn, Deezer, iHeartRadio, Amazon Music, Amazon Alexa, Pandora, SoundCloud, Napster, Calm Radio, vTuner, SoundMachine e Radio Paradise.
Tutti i modelli dispongono di un’uscita ottica e una analogica (mini jack sul modello Mini e chinch sugli altri), così da poter essere collegati facilmente all’amplificatore del vostro sistema hi-fi o a degli altoparlanti amplificati.
L’applicazione è intuitiva e non richiede un account, se non per i vari servizi di cui disponete, e offre diverse possibilità di regolazione del suono, compreso un equalizzatore, e soprattutto la possibilità di utilizzare i dispositivi in modalità multiroom, quindi di riprodurre la stessa traccia su più dispositivi contemporaneamente.
Come suonano? Noi li abbiamo provati tutti con dei monitor da studio Adam A7V e siamo rimasti piuttosto stupiti dall’ottima qualità di tutti e quattro i modelli, a partire dal Mini, che per un costo di circa 100 franchi offre già un buon audio, con risoluzione di 24 bit a 192 KHz. Il modello Pro ha lo stesso DAC del Mini (TI PCM 5121) ma ha un’uscita con doppio cinch e suona davvero bene. Ma la differenza si sente a partire dal modello Pro Plus, dove il DAC è migliore (AKM 4493SEQ) e la risoluzione può salire fino a 32 bit e 768 KHz. Il Pro Plus e l’Ultra offrono davvero un suono ottimo, molto fedele e soprattutto per nulla enfatizzato, come purtroppo succede spesso in molti lettori multimediali.
L’esperienza di ascolto, soprattutto con il modello Ultra collegato alle ottime Adam A7V, offre un suono molto dettagliato, bilanciato e estremamente fedele, tanto che potrebbe soddisfare pienamente persino le orecchie di un audiofilo. È ovvio che spendendo migliaia di franchi e non centinaia si trovano modelli di qualità ancora superiore, come ad esempio i lettori di Cambridge Audio, ma in quest’ordine di prezzo crediamo che sia davvero difficile trovare lettori con qualità sonore equivalenti, soprattutto per quanto riguarda i modelli Pro Plus e Ultra.
Ecco la gamma completa, con le caratteristiche e il prezzo indicativo.
MINI
Entrate: jack 3.5 mm
Uscite: SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 192 KHz, 24 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth
Prezzo indicativo: 100.-
PRO
Entrate: chinch, SPDIF
Uscite: chinch, SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 384 KHz, 32 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth, Ethernet
Prezzo indicativo: 160.-
PRO PLUS
Entrate: chinch, SPDIF
Uscite: chinch, SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 768 KHz, 32 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth, Ethernet
Prezzo indicativo: 210.-
ULTRA
Entrate: chinch, chinch phono, SPDIF, HDMI, jack 3.5 mm, USB
Uscite: chinch, sub, SPDIF, jack 3.5 mm
DAC: 384 KHz, 32 bit
Connessioni: Wifi, Bluetooth, Ethernet
Prezzo indicativo: 440.-
Maggiori informazioni:
https://www.wiimhome.com/
Che rapporto hanno i giovani con la tecnologia? È la domanda alla quale proveremo a rispondere incontrando di tanto in tanto dei giovani e chiedendo loro di raccontarci l’uso che fanno dei loro dispositivi e della tecnologia in generale
Nächste Woche gibt’s zusätzlich noch einen Vortrag über Passwortmanager von Rahel.
Termin: 10.06.2025 ab 19:30 (Vortrag ungefähr eine Stunde, danach Diskussionsrunde)
Wir unterstützen die Kampagne #EndOf10 in Leipzig!
Der Support für Windows 10 endet zum 14 Oktober 2025. Das bedeutet keinen weiteren Support und auch keine Sicherheitsupdates mehr. Microsoft unterstützt alte Geräte mit dem Nachfolger teilweise nicht mehr. Als Lösung wird der Kauf eines neuen Gerätes empfohlen.
Wenn Du auf der Suche nach einer Alternative bist, dann bietet dir die Techniksprechstunde der dezentrale gerne kostenlos Hilfe beim Umstieg auf Linux.
5 Gründe für den Umstieg zusammengetragen von #EndOf10:
Wir haben dein Interesse geweckt? Dann komm gerne jeden Donnerstag in die Techniksprechstunde. Wir sind immer Donnerstag von 17:30 bis 21:00 im Hinterhaus der Eisenbahnstraße 9 anzutreffen. Wir unterstützen dich gerne kostenlos beim Umstieg auf Linux.
Wenn Du schon ein neues Gerät erworben hast, nehmen wir alternativ auch gerne im Rahmen von Hardware For Future Hardwarespenden entgegen. Wir bereiten das Gerät wieder auf und geben es an bedürftige Menschen weiter.
Tutti noi conosciamo i due grandi sistemi operativi per computer presenti sul mercato, cioè Windows e OSX. Qualcuno conosce anche ChromeOS, il sistema di Google presente nei ChromeBook, ma davvero in pochi conoscono GNU/Linux. Eppure parliamo del sistema su cui gira praticamente la totalità di Internet. Certo, questo sistema operativo è nato da programmatori e, in fondo, era rivolto, soprattutto inizialmente, a programmatori e addetti ai lavori: fino a pochi anni fa quasi tutte le operazioni si svolgevano a console, e molte distribuzioni non avevano nemmeno l’interfaccia grafica.
Col tempo, però, questo sistema si è rivolto vieppiù agli utenti “normali”, sviluppando un’interfaccia utente sempre più completa, intuitiva e funzionale, insieme a tanti automatismi che permettono al sistema di “autogestirsi” senza dover richiedere costantemente l’intervento dell’utente sia per la manutenzione che per gli aggiornamenti. Il risultato è un sistema operativo che, malgrado alcune grandi limitazioni legate all’assenza di certi software ormai divenuti uno standard (come il pacchetto Microsoft Office), è un grado di soddisfare perfettamente le esigenze di una grande quantità di utenti, oseremmo dire a loro insaputa.
Prima di addentrarci nei dettagli di questo sistema operativo è doveroso ripercorrerne un po’ la storia, iniziando quando, agli inizi degli anni ‘80, un uomo di nome Richard Stallman, un programmatore al MIT, notò come il mondo del software stesse diventando sempre più proprietario e restrittivo: le aziende iniziavano a chiudere il codice sorgente dei loro programmi, impedendo agli utenti di capire come funzionavano, modificarli o condividerli. Questo andava contro la cultura di condivisione e collaborazione che era stata fondamentale nei primi giorni dell’informatica.
Così, nel 1983, Stallman lanciò il Progetto GNU (acronimo ricorsivo per “GNU’s Not Unix”). L’obiettivo era creare un sistema operativo completamente libero, un’alternativa aperta ai sistemi proprietari. Ma più che un semplice progetto tecnico, GNU incarnava una filosofia: il software libero. Questa filosofia si basava su quattro libertà fondamentali per gli utenti: la libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo; la libertà di studiare come funziona il programma e modificarlo per adattarlo alle proprie necessità (grazie all’accesso al codice sorgente); la libertà di ridistribuire copie per aiutare il prossimo; la libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, affinché tutta la comunità ne tragga beneficio.
Ma ancora mancava un tassello fondamentale: il kernel del sistema operativo, cioè, detta in maniera facile, il componente fondamentale che gestisce le risorse del sistema e permette l’interazione tra l’hardware e il software. Ed è qui che entra in scena Linus Torvalds, uno studente finlandese appassionato di informatica. Nel 1991, deciso a creare il suo proprio kernel per motivi di studio e curiosità, Linus condivise il suo progetto con la comunità online, chiamandolo Linux.
La magia accadde quando il kernel Linux si unì agli strumenti e alle librerie del progetto GNU. Questa combinazione diede vita a GNU/Linux, un sistema operativo completo e funzionale. E non parliamo solo di un software, ma dell’incarnazione di un movimento che promuoveva la condivisione delle conoscenze e l’innovazione collettiva.
Così, negli anni, il software libero è cresciuto parecchio, soprattutto per quanto riguarda le applicazioni: a oggi esistono migliaia si programmi liberi e a sorgente aperta, pensati soprattutto per funzionare con GNU/Linux.
Come è strutturato e come funziona
Gnu/Linux è prima di tutto un sistema operativo che può essere installato praticamente ovunque, quindi su PC, ma anche su Macintosh, su Raspberry e altri dispositivi single board e, di recente, persino su alcuni smartphone.
La seconda cosa da sapere è che si tratta, nella grande maggioranza delle distribuzioni, di un sistema completamente gratuito.
Per quanto riguarda la struttura del sistema, è molto simile sia a Windows sia a OSX: come i suoi “fratelli” ha una cartella per ogni utente con all’interno le posizioni standard, quindi Desktop, Documenti, Musica, Video, Immagini e Download. Come gli altri due sistemi ha un menù per le applicazioni, un centro notifiche, una barra per le applicazioni più usate, un menu per tutte le impostazioni e persino uno store, dove si trovano centinaia di applicazioni installabili (e disinstallabili) con un semplice click.
Per quanto rigarda proprio queste ultime, come dicevamo, ci sono alcune importanti limitazioni, perché per evitare che un software libero e gratuito prendesse piede, diversi produttori di software non hanno sviluppato versioni per GNU/Linux. In particolare parliamo della suite Microsoft Office, ma anche di Adobe Creative Cloud (ormai uno standard nel campo della grafica) e di diversi programmi specifici come Autocad e Archicad o, per quanto riguarda la musica, Cubase e Pro Tools, ad esempio.
Esistono però diverse soluzioni alternative che però non sempre sono all’altezza degli “originali”. E questo è essenzialmente il motivo per cui GNU/Linux non è presente in molti uffici.
Decisamente migliori sono invece le alternative a Microsoft Office: oltre al più conosciuto OpenOffice, troviamo LibreOffice, forse il migliore, e anche OnlyOffice, quello con l’interfaccia più simile alla suite Microsoft.
Poi naturalmente ci sono i browser che, tranne per Safari, tutti quanti hanno una versione per GNU/Linux: quindi ci sono Chrome, Firefox, Edge, Opera, Brave… E non mancano nemmeno applicazioni come Gdrive, Dropbox e affini, ma anche Whatsapp e Spotify. Pure i client di posta sono numerosi e di ottima qualità, a partire da Thunderbird, su su fino a Evolution.
E ora veniamo ai due punti di forza di questo sistema operativo. Il primo riguarda il grande numero di distribuzioni create dalle diverse comunità: a differenza di Windows e di OSX, che ne hanno una sola, GNU/Linux ne ha decine e decine, ognuna realizzata in base alle preferenze della comunità. Il risultato è la possibilità di scegliere, da parte dell’utente, la distribuzione più adatta alle proprie esigenze.
Oltre a Ubuntu, quella più conosciuta, ce ne sono di molto interessanti e a nostro avviso spesso migliori, come ad esempio Mint, Fedora, Pop OS o Elementary OS.
Oltre a questo, l’altro punto di forza di GNU/Linux è la privacy: ovvio che se usate ad esempio Chrome e accedete con il vostro utente, la privacy la perdete istantaneamente, ma a differenza di Windows e OSX, GNU/Linux (magari con Firefox) rispetta la vostra privacy.
E per finire, sempre a differenza degli altri sistemi, GNU/Linux non è per nulla soggetto all’obsolescenza programmata e può essere installato anche su computer molto vecchi, per cui esistono distribuzioni apposite e poco esose di prestazioni.
Quindi, se non avete particolari vincoli con specifiche applicazioni, è proprio il caso di dire: GNU/Linux, perché no?